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Orso Bruno Marsicano, Bologna 27-28/10/2018

ORSO BRUNO MARSICANO

Etologia e Conservazione

   Nelle Giornate SIUA sul tema del “Bene Comune” del 27 e 28 Ottobre scorso a Bologna,  come sempre vivaci e seguitissime, sono stati affrontati molti argomenti interessanti, riguardanti il Comportamento Sociale degli Animali. Di grande attualità l’atteso Rapporto di Franco Tassi sull’animale più importante e minacciato della Fauna d’Italia: l’Orso bruno marsicano.

Malgrado il Plantigrado venga seguito e studiato da lungo tempo, la sua Etologia è particolarmente complessa, ricca di aspetti interessanti, misteri e sorprese che si svelano solo a chi, anziché dai libri e in laboratorio, impara a comprenderla frequentando le sue foreste, osservando attentamente ogni segno di presenza, e raccogliendo le testimonianze della gente della montagna: pastori, contadini, boscaioli, guardaparco e naturalisti.

Sbaglierebbe chi pensasse che la vita dell’Orso sia passiva e ripetitiva, guidata solo da istinti meccanici e riflessi condizionati, mossi da bisogni e fattori esterni. L’Etologia dell’Orso è invece cognitiva, espressa in una straordinaria varietà di comportamenti, per cui ogni individuo di questa specie unica può presentare una propria personalità del tutto diversa. Tanto evoluta e imprevedibile, da sorprendere anche i più esperti studiosi…  Chi ha visto Mamma Orsa comodamente seduta allattare i cuccioli stringendoli a sé, o dritta sulle zampe affrontare e mettere in fuga un nemico che osi avvicinarsi troppo, può ben comprendere a cosa ci riferiamo. E quando si vede l’Orso che per fame cerca di rubare una pecora, o che sgretola un tronco marcescente per estrarne larve e formiche; o che spacca un alveare leccando con golosità una macedonia di api mescolate al miele, o ancora che si arrampica su un melo per fare scorpacciata di frutta; ci si rende conto di avere di fronte non una belva feroce, ma un grande animale oggi dedito a una dieta in gran parte vegetariana e onnivora. Un pacifico gigante vagabondo, da cui non abbiamo nulla da temere, e con il quale possiamo tranquillamente convivere.

Ma allora perché mai quest’Uomo, che si reputa tanto intelligente, ha sempre dichiarato guerra all’Orso, perseguitandolo al punto da spingerlo al limite dell’estinzione? Con un po’ di impegno e sacrificio, certi conflitti, che pure non mancano, potrebbero essere evitati: anzitutto smettendo di considerarlo come un bel soprammobile e giocattolo, ma rispettandolo come merita ogni Creatura della Terra. Non antropomorfizzandolo, ma amandolo e ammirandolo, e dal quale trarre validissimi insegnamenti.

In sostanza, come ribadiamo da decenni, la vera lotta non si pone oggi tra due diversi esseri viventi, non si tratta insomma di “mors tua, vita mea” come pretendeva il “primigenio e belluino dilemma”: “Uomo o Orso?”, ovvero “Prima di salvare l’Orso, pensate all’Uomo!”. Come se salvare la Natura non giovasse, in fondo, all’Uomo stesso. Il conflitto esplode, sì, tra due diversi soggetti tra loro contrapposti. Ma si tratta, da un lato, di un Uomo egoista e materiale, che invade la Terra e ne rapina le risorse, auto-assolvendosi da ogni colpa, e scaricandola sulle vittime innocenti, senza scrupoli nel diffondere Menzogne; e dall’altro di un Orso timido e schivo, che non sa mentire, esprime solo la Verità della Natura.

Rievocando le vicende attuali e passate del Parco Nazionale d’Abruzzo, molti episodi confermano questa dinamica. Illustrata nella raccolta di articoli, documenti e immagini, dal titolo “Orso marsicano, Signore della Montagna”, nella nuova serie dei “Quaderni Missione Natura”. Aggiungendo anche novità di rilievo, come due fondamentali lavori scientifici, finora rimasti praticamente sconosciuti, e solo oggi accessibili, sulla posizione sistematica e la consistenza della popolazione di questa rara e preziosa specie.

La conferma più sicura della Menzogna usata per screditare l’Orso marsicano (e quanti tentano di difenderlo) si trova nell’atteggiamento distorto di coloro che, oggi come in passato, si affannano a propalare accuse denigratorie del tutto prive di fondamento.

Una strategia diffamatoria che può qui riassumersi in alcune semplici domande:

1.- E’ vero che l’Orso è aggressivo, e quindi molto pericoloso per l’uomo?

2.- E’ vero che gli Orsi sono stati costretti sempre più a fuggire dal Parco?

3.- E’ vero che gli Orsi vanno eliminati perché problematici e confidenti?

Non daremo subito le risposte, lasciando al lettore la possibilità di riflettere con calma.

La Verità sarà chiaramente dimostrata nel primo Quaderno Missione Natura. Ma possiamo fin da questo momento anticipare che, in tutti e tre i casi, si tratta di falsi problemi, frutto di  incultura, pregiudizio, o secondi fini, alimentati da ambienti e personaggi lontani dalla vera  Conservazione della Natura. Una valanga di Menzogne, purtroppo raccolte acriticamente da media, istituzioni, organizzazioni e politica, e quindi fonte principale del fallimento della dispendiosissima serie di ricerche, commissioni, piani e azioni che avrebbero dovuto difendere l’Orso marsicano.

La soluzione definitiva del “Problema Orso” non verrà dalla profluvie di chiacchiere,  elucubrazioni e pubblicazioni finora prodotte, senza risultati apprezzabili: ma piuttosto dalla analisi approfondita  e indipendente della situazione. Sotto ai cumuli di Menzogne gratuite si nasconde sempre una Verità, che un Paese dotato di qualità culturale, etica e sociale non può e non deve rinunciare a conoscere. Continuando a scavare, con obiettività e serietà, verrà prima o poi alla luce, travolgendo inesorabilmente qualsiasi Menzogna.

 

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