COSA ACCADE OGGI IN ITALIA?

IL PARERE DI FRANCO TASSI, DECANO DEI NATURALISTI

PER CAPIRE LA REALTA’ ATTUALE, SERVE UN BINOCOLOPURTROPPO, NOI ORBI ABBIAMO SOLO IL CANOCCHIALE

Cosa intende esprimere con questo singolare aforisma?

Semplicemente, siamo abituati a osservare la realtà con uno sguardo parziale e deformato, che già in passato avevo definito Occhio Econometrico.  Resta però chiuso l’altro, e cioè l’Occhio Ecologico. Finché osserveremo il mondo con un Occhio solo, come Polifemo, non andremo molto lontano.

Come considera la crisi attuale?

L’emergenza pandemica è un evidente sintomo, o se volete un chiaro avvertimento. La Terra ci sta dicendo che abbiamo ormai superato ogni limite. Dobbiamo quindi fare marcia indietro? A mio parere dobbiamo cambiare drasticamente, ma non parlerei di retrocessione, e neppure di decrescita più o meno felice. Si tratta, invece, di un vero passo avanti nella civiltà. Occorre, semplicemente, tornare alle eterne leggi della Natura. I potentati possono raccontarci ciò che vogliono, ma oggi devono riconoscere che a provocare questo immane diluvio universale siamo stati proprio noi …

Un monito doloroso, ma utile per salvarci dalla catastrofe?

Ciascuno interpreta la realtà a propria misura. Gli antichi avrebbero visto nella crisi la collera e i fulmini di Giove, molte religioni l’avrebbero percepita come il castigo divino ai reprobi. Ma non si può fingere di non sentire che questa è, anzitutto, la difesa di Gaia. Il Pianeta che reagisce così agli sconvolgimenti scioccamente provocati dalla più avida e miope delle specie viventi. L’unica che, abbagliata dal proprio delirio di onnipotenza, continua a precipitare, senza freni inibitori e scrupoli di coscienza, verso l’autodistruzione.

Cosa dovrebbe fare allora quest’uomo piccolo e vanitoso?

Un po’ di autocritica sicuramente non guasterebbe: meno materialismo, egoismo, narcisismo, spreco, devastazione del Pianeta (inquinato, cementificato, mineralizzato, plastificato, deforestato, desertificato). E più rispetto per la natura, ritorno alla terra, riscoperta dei valori etici e spirituali …  Sì, proprio quelli che l’econometrìa disprezza, perché non misurabili, quantificabili e monetizzabili. Eppure sono fondamentali, e saranno sempre più importanti. Ci vuol tanto a capirlo? Un’umanità in armonia con il proprio ambiente è il miglior antidoto ai virus, l’equilibrio psicofisico e l’ispirazione di una alta missione da perseguire possono sconfiggere qualsiasi nemico.

Come giudica i provvedimenti adottati dal Governo?

Direi che gli sforzi compiuti per il riscatto dell’Italia, di fronte alla schiacciasassi europea, sono più che apprezzabili. Forse non sufficienti, perché rappresentano soltanto un primo passo, dopo anni di servilismo e sottomissione. Per far intendere chiaramente che, se il vero scopo dell’Unione fosse diventato quello di continuare ad arricchire i ricchi, e a schiavizzare i poveri, allora sarebbe meglio disintegrarla. Certo non era questa la missione che ispirava i padri fondatori. Ciò che è stato fatto alla Grecia, radice della nostra civiltà, è semplicemente inqualificabile, ed è vergognoso che nessun Paese, noi compresi, si sia ribellato. Nessuna colpa greca, vera o presunta, avrebbe mai potuto giustificare un tale tritacarne, mosso non da nobili intenti, ma piuttosto da spregevoli appetiti.

Ma le misure della Fase 2 non la soddisfano?

Considero appropriati gli appelli alla prudenza, e al rispetto di regole dettate dall’attuale emergenza: ma a volte sembrano davvero eccessive. Non c’è dubbio che il Governo guarda la realtà con un solo occhio, attraverso lo stretto canocchiale econometrico. Che senso ha non poter passeggiare da soli, o in coppia, o con la propria famiglia nei prati, nei boschi o lungo il litorale? Perché poi ci si dovrebbe coprire ovunque con le mitiche e introvabili mascherine, anche all’aperto e lontani da tutti?

Potremmo spiegare meglio questa “visione orba” della realtà?

Proverò a illustrarla con un esempio. Oggi, chi volesse respirare la primavera tra prati, alberi e boschi non può farlo, commetterebbe reato. Ma coloro che tagliano alberi in viali, parchi e foreste sono liberi di muoversi: si tratta evidentemente di un’impresa economica, tollerata anche per hobby, oppure giustificata come “selvicoltura amatoriale”. In altre parole, lamenta un escursionista, per godere la natura senza incorrere in sanzioni dovrei munirmi di motosega, fingendo di dover tagliare?

Come si potrebbe affrontare l’emergenza economica?

Secondo le leggi di natura, e quindi partendo sempre dalla base. Se voglio ricostituire un bosco degradato, dovrò incominciare dai vegetali (organismi produttori, alimentati dalla luce solare), che nutrono gli animali erbivori (consumatori primari), a loro volta sfruttati dagli animali carnivori (consumatori secondari), e poi tutto tornerà a fertilizzare la terra. Oggi la gente lamenta soccorsi insufficienti, complicati, tardivi. Vengono sostenute prima le banche, poi le grandi imprese, si punta alle grandi opere, e quindi si pensa alle medie e piccole imprese … Sia pure, così fan tutti. Ma cosa avviene alla gente emarginata e derelitta, malata o non autosufficiente, agli immigrati e sbandati, alle persone anziane e ai giovani disoccupati? Vogliamo lasciarli a soffrire, fino alla totale scomparsa? Non sarà proprio da lì che invece dovremmo ripartire? Con iniezioni di energia offerte per mezzo di aiuti straordinari e immediati, con possibilità di lavoro anche momentaneo, con speranze di riscatto dalle situazioni drammatiche, non sempre dovute a colpe o a responsabilità. Solo interventi del genere possono rimettere in moto una macchina oggi ansimante. Vanno fatti subito, costi quel che costi. Per ridare fiducia a un’umanità troppo provata e vulnerabile.

Vuol dire che la soluzione migliore sarebbe distribuire subito risorse a tutti?

Certo, significherebbe rendere immediatamente fertile il terreno su cui tutto il resto vive e prospera. La legge di natura ci conferma chiaramente che i cosiddetti “Valori Massimi” – Patriarchi Arborei, Foreste Vetuste, Superpredatori, Paesaggi incontaminati – non potrebbero esistere, senza miriadi di organismi in perenne equilibrio dinamico tra terra, aria e acqua, in una continua danza fluttuante, che rappresenta il vero ciclo della vita. Una rete invisibile, in cui ogni parte è collegata a tutte le altre. Come distribuire meglio le risorse? Ecco … Mi aveva molto colpito la risposta di una popolana romana, sconfortata per aver dovuto chiudere la propria piccola pizzeria, che aveva messo su con grandi sacrifici, e consapevole del fatto che forse non avrebbe avuto futuro, a chi le chiedeva: “Ma quando avrai un sussidio, la riaprirai?”. Semplice e dirompente la sua verità: “Ma che riapro a fare, se qui la gente non ha neanche i soldi per comprare una pizza?”

Roma, 29 Aprile 2020 – CENTRO PARCHI INTERNAZIONALE

TRASMESSO ALLE AUTORITÀ COMPETENTI A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE

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